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Alla presentazione della biografia "Il duca di Sabbioneta"

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Luca Sarzi Amadè (ph. by Gigi Bonfatti Sabbioni)
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venerdì 25 marzo 2016

Grazie, signora Giancarla

Lutto per la morte di Giancarla Mursia, e al tempo stesso un sincero ringraziamento per avermi scoperto come autore e per avere pubblicato nelle sue collane ben tre dei libri miei.


Giancarla Re Mursia al lavoro nel suo ufficio (ph. by "L'Unità").


 L'abbiamo criticata, contestata, ammirata. La Signora Giancarla non era certo una persona facile. Ma Le dobbiamo una grande riconoscenza, per primo l'autore di questo blog. Fu infatti la "sciora Giancarla" che nei primi anni '80, mi ricevette nel suo ufficio di "ammiraglia" (alle sue spalle due carabinieri di legno, tanto per sottolinearne il carattere, ma anche la profonda umanità) quando ancora tenevo una rubrica di cose milanesi su Repubblica. Si parlò di fare un libro su Milano, che poi non si fece. In compenso se ne fecero altri tre: in ordine di tempo: nel 1987 "Milano fuori di mano" (con prefazione di Jannacci), 400 pagine e centinaia di illustrazioni quasi tutte eseguite dall'Autore, quando bisognava andare dal fotografo, e le foto costavano davvero molto, perché bisognava stamparle in formato cartolina, e non sempre venivano approvate dal capo dell'ufficio tecnico, il severissimo Maggi. Nel 1991 "Milano in periferia" (con prefazione di Francesco Ogliari). Due rivisitazioni dei quartieri di Milano sorti fuori le mura spagnole, e fino ad allora pressoché ignorati dalla "letteratura" scientifica e turistica sulla città: l'una (il primo libro) alla scoperta delle risorse storiche, paesaggistiche, artistiche, delle zone decentrate (cascine, palazzi, Navigli, opere d'arte, musei...); l'altra (il secondo) alla ri-scoperta della periferia del tempo che fu (aneddoti, racconti, macchiette, consuetudini, e naturalmente fotografie d'epoca), materiale quest'ultimo ricavato per via quasi esclusivamente orale presso gli anziani che l'autore aveva rastrellato quartiere per quartiere in tutta la città.

 
Il cantante Enzo Jannacci fece una bella prefazione.
La mia guida alle zone decentrate della città.



 Come mai due libri soli nell'arco di un decennio? La "sciora Giancarla" era molto attenta, e non pubblicava facilmente autori che non avessero alle spalle la loro brava "gavetta" (ad esempio, su di un argomento come la città di Milano -che pure era quella dove la casa editrice aveva sempre svolto la propria attività- Mursia editava un solo libro l'anno -una strenna- per Natale). E così, per decidere la pubblicazione del primo dei due volumi, la dirigenza della casa editrice -in primis l'occhialuto filosofo Roberto Tozzi, un toscano dal grande fiuto, capace di scelte coraggiose-  impiegò, tra un rinvio e l'altro, addirittura due anni di tempo. Altri due anni li richiese l'autore al momento della stipula del contratto, allo scopo di avere a disposizione tutto il tempo necessario per svolgere la propria opera al meglio (sebbene l'editore avesse proposto il termine, apparentemente ragionevole, di un anno per la consegna del testo definitivo). Venne poi il turno del secondo libro, che utilizzò in larga parte materiale rimasto escluso dalla redazione del primo per semplici motivi di spazio, e al quale si aggiunse, come potete immaginare, altro materiale ancora.


Non è il vicolo dei lavandai, ma un lavatoio alla Melgasciada.
La periferia milanese di ieri e dell'altro ieri.


 Fu poi la volta del terzo libro. "Come svolgere ricerche sui propri antenati" uscì nel 1995, nella collana di manuali "Il Bivio", e fu concepito come agile vademecum rivolto a chiunque, partendo da zero, ambisca a svolgere ricerche sulla propria famiglia (un'ossessione che l'autore si trascinava sin da bambino). E fu il primo del genere, almeno in Italia, che comprendesse anche un glossario delle abbreviazioni più usuali nei manoscritti antichi, e che sono -si sa- il primo rompicapo dei genealogisti (ed aspiranti tali).


Uscì nella collana "Il Bivio" di Mursia.
La prima edizione del mio manuale di genealogia.



 Oggi il primo e l'ultimo di questi volumi sono ormai esauriti da tempo.
 Nel frattempo tuttavia il manuale ha trovato un nuovo editore, ed una nuova veste (più ampia, più evoluta) sotto il titolo "L'antenato nel cassetto. Manuale di scienza genealogica" nella collana "Le Erme" (fondata e diretta dell'autore stesso) della casa editrice Mimesis, e con la generosa prefazione dello storico Franco Cardini.
 Per tutte queste ragioni devo dire grazie alla Signora Giancarla. I giornali hanno dedicato poche parole alla sua figura, e forse è giusto così, perché quando muore una grande persona deve sempre rimanere in noi la sete, la curiosità di sapere qualche cosa di più.

lunedì 13 aprile 2015

Finalmente il nuovo manuale di genealogia!

Da Mimesis Edizioni l'attesa, nuova edizione del manuale di genealogia di Luca Sarzi Amadè. Una sintesi di oltre quarant'anni di esperienza dell'Autore nel campo. Da aprile nelle librerie di tutt'Italia. 



Genealogical research handbook
Il manuale di Sarzi Amadè è edito da Mimesis.



 Chi furono i nostri avi? Dove vivevano? Che mestieri svolgevano? Quanti di noi si sono posti, almeno per una volta, queste domande! L'Autore aveva cercato di soddisfare queste curiosità già vent'anni or sono con il manuale "Come svolgere ricerche sui propri  antenati" uscito nel 1995 nella collana "Il Bivio" della storica casa editrice Mursia. Ora, dopo tanto tempo, l'opera è finalmente disponibile nella nuova edizione, profondamente riveduta, ed aggiornata (basti la prefazione di uno storico come Franco Cardini!) per i tipi di Mimesis Edizioni, dove costituisce il secondo volume della nuova collana "Le Erme".
 Il libro è nato per rispondere alle ovvie curiosità dei più. Tuttavia esso vuole dare una risposta a un più ampio ventaglio di esigenze: pensiamo all'utilità della ricerca genealogica per tutti coloro che si occupino più in generale di storia, di biografie (di pittori, di condottieri, di uomini pubblici), ma anche di antropologia umana e culturale. Essa consente infatti di indagare le relazioni di parentela, e quindi la storia (politica, sociale, e anche sanitaria) di una famiglia, di un gruppo di famiglie, perfino di un popolo. Tuttavia la scienza genealogica può avere applicazioni per molti di noi impensate. Nel campo medico, per fare un solo esempio, essa permette di identificare l'antenato comune a soggetti che condividano la medesima mutazione genetica (che può essere responsabile di fenomeni clamorosi, come la longevità oppure il nanismo). Il volume evidenzia inoltre come la genealogia possa essere utile perfino in campo onomastico e di conseguenza linguistico.
 Purtroppo intorno a questa scienza fioriscono ancora oggi gli stereotipi: infatti molte persone, specialmente in Italia, continuano a identificare la genealogia con l'araldica e la nobiltà. L'Autore, avendo cominciato a dedicarsi alle ricerche fin da bambino, ha così ritenuto un dovere mettere a disposizione della collettività il frutto della propria esperienza. Anche per questo motivo il volume si propone con un linguaggio estremamente semplice, e perciò idoneo a dipanare la materia secondo un percorso logico, che faccia leva su tutte le possibili domande che sorgano spontanee in un comune lettore, in modo che nessun angolo della tematica rimanga inesplorato. Si passa così dalla struttura della parentela, alla storia dei censimenti e dello Stato Civile, dalla storia degli archivi parrocchiali alla storia dei cognomi, dagli errori più comuni per il ricercatore a una visione sinottica dell'araldica e della nobiltà da un punto di vista però diverso da quello cui siamo abituati.
 Centinaia di illustrazioni -per lo più documenti antichi, ma anche stampe e disegni- offrono una panoramica delle più disparate tipologie di documenti (ciascuno dei quali commentato in una didascalia dettagliata, mirata a focalizzare, e spiegare, tutti i motivi d'interesse del documento stesso) e anche delle diverse realtà (storiche e antropologiche) che si possono incontrare sul territorio nazionale. Nessuna regione d'Italia è stata esclusa, e particolare attenzione è stata prestata alle minoranze (ebrei, valdesi, albanesi, greci, armeni, zingari...), che, a ben vedere, nella realtà storica si rivelano più significative di quanto la parola "minoranza" possa farci pensare.
 Un lungo capitolo è dedicato a quanto internet offre oggi nel ramo delle ricerche genealogiche e, al tempo stesso, alle numerose possibilità di estendere il campo investigativo al di fuori della Penisola, praticamente in tutto il mondo, attraverso una serie di link.
 Numerosi sono gli apparati: dai glossari dei termini storici più comuni (quelli ad esempio che descrivono i rapporti di parentela, o riguardano il tempo cronologico) all'appendice delle abbreviazioni latine e volgari più frequenti nei manoscritti. Queste ultime, da sole, sono oltre cinquecento, disegnate una ad una appositamente per Voi dall'Autore.